SE LA PARTE MI FUNZIONA

L’altra sera sono andata a vedere uno spettacolo dei miei amici Kultroses 659, dedicato a Gaber. Si, devo dire dedicato, perché un One man show non è possibile farlo in 5. Non c’è verso!

Se la parte mi funziona. Questo è il titolo. Ma qualche pecca c’è di sicuro.

La regista, Veronica Natali, ha avuto l’ardire di mettere in scena un Signor G suddiviso per 5. Che vuol dire?

Ci si potrebbe indignare….

Ma partiamo dall’inizio

Si, è vero, il Signor G è una persona, e come tale ha mille sfaccettature, a cui ognuno degli attori ha dato voce.

Si, è vero, lo spettacolo del Signor G è costituito da canzoni e la nostra Compagnia ha trovato un cantante fisicamente simile a Gaber, Giuseppe Intrieri, che ha saputo trovare lo spirito adatto delle canzoni interpretate.

Si, è vero, i monologhi del signor G sono tanti, e trovare un filo conduttore non è facile. Ma pare che Veronica abbia trovato il suo filo, sia riuscita a comporre il suo puzzle. Perché sebbene sembri tutto semplice, dare struttura e colore a uno spettacolo incentrato su una sola persona non è facile. Gli attori, nelle persone di Francesco Renzoni, Maurizio Bertocci, la stessa regista e Martina Saetta, che entrano in scena con un sottofondo musicale, vestiti tutti uguali (abito anonimo nero e camicia bianca stile Blues Brothers), hanno interpretato i testi, e ci han fatto vedere cosa le canzoni e i monologhi dicevano. Così come in un balletto, vediamo la foto di famiglia, vediamo un uomo che si guarda allo specchio, vediamo degli spettatori che ascoltano un sogno erotico fantasioso, vediamo un uomo scontento, malinconico.

Come in un libro, dove la lettura fa correre l’immaginazione proiettando una figura nella nostra mente, cosi loro ci hanno deliziato, dando corpo, anima e vita a semplici sogni, semplici racconti, semplici canzoni.

Ingegnosa la regista, che è riuscita a fondere la mimica, la recitazione e le canzoni, e cogliendo lo spirito del Vero Signor G, a impolverare il tutto con quel sarcasmo tipico dell’originario protagonista.

Bravissimo il gruppo musicale, che in maniera sommessa, si è fatto comunque valere. Ottimo il supporto di luci eccetera, che in un teatro cosi piccolo forse non era per nulla facile.

Ma la pecca purtroppo c’è. Ed è davvero grossa. Tra gli spettatori mancava solo Giorgio Gaber.

D’altra parte, come dice lui stesso, non è detto che la fine di tutto sia la morte.

Ciao Signor G, ciao Kultroses 659. Alla prossima!!!

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...