OGNI ANIMA HA IL SUO PESO Kultroses 659

Ma l’anima, quanto pesa l’anima? Paolini dice che per pesare l’anima basta fare la differenza di peso tra il moribondo e il morto. Ecco…quella è l’anima, che se n’è andata.

Ieri sera sono andata a vedere questo strano spettacolo…Anime, e mi aspettavo un polpettone natalizio, con ossimori e frasi stereotipate, con barzellette pecorecce e volgari. Si, va  bene, ok, ho esagerato. Ciò a cui ho accennato è davvero troppo, lo so, ma come si dice, al peggio non c’è mai fine.

Ma sapete dove fanno questo spettacolo? In un piccolo teatro, teatro di San Martino, naturalmente affiliato ad una Chiesa, alla Chiesa in piazza …della Chiesa appunto, a Sesto Fiorentino. E la location garantiva almeno in parte l’assenza di battute pecorecce.

La serata non è delle più belle….c’è stato il mercato, e tutto è alquanto abbandonato…sacchetti di plastica, cartellini, sembra la disfatta di qualche guerra: la guerra del mercato. Tutto è silenzioso. Ad accogliermi un grande presepe (uff) ma vabbè. Entro, e nella platea ci accoglie un rumore antipatico, forte, come di vento che soffia…..”ecco”, mi sono detta, “stasera un si sente un tubo, stai a vedere…ma si sono accorti che c’è questo gran rumore?” Dopo un po’ inizia lo spettacolo, c’è una tastiera, il rumore del vento si abbassa, uno ad uno gli attori si presentano, gesticolando, come se cadessero nell’acqua, o sentissero freddo, o fossero trasportati dal vento. Ma dove siamo?

Rimangono in due, e dai discorsi capiamo. Sono caduti, chi per propria volontà, chi per volontà di qualcun altro, da un aereo…o da qualcosa del genere…e stanno volando, e nel frattempo si scambiano discorsi….

Ho sempre avuto la convinzione che un volo, una caduta libera durasse davvero attimi, secondi, non certo così tanto da intavolare un discorso…ma quanto dura un attimo? E’ possibile misurarlo? Un pò come il peso dell’anima, direi, un nonnulla, un chissacchè.

E da qui si parte, con una serie di sketch, ma a me piace chiamarle schegge, che hanno un inizio e una fine, e trattano temi importanti, quei temi che non si possono trattare entrando dalla porta, ma che vanno valutati e fatti vedere entrando dalla finestra, di soppiatto, con eleganza. Difficile a farsi, più facile a dirsi.  Il pescatore, che semplicemente pesca, ma il verme e il pesce intavolano una discussione politica, l’uomo geloso che rischia un femminicidio, e poi è il poliziotto che sbaglia, e purtroppo è lampante, i bancomat che fanno giustizia laddove giustizia non può esserci, la ragazza che ….sola se ne va per la città….e nessuno, nessuno, ma proprio nessuno capisce la sua fame, la ragazza che si vende solo per un balletto in tv.

L’ho detto, sono schegge impazzite, difficili da menzionare e ricordare tutte.

La colonna sonora interessante, giusto nei momenti in cui ci vuole, proprio in quei momenti.

La platea? La platea viene inglobata nello spettacolo, perchè spesso gli attori arrivano dal fondo della platea, e usano gli spettatori come fossero viandanti, folla per la strada, dietro le vetrine, in giro. Anche la platea fa parte dello spettacolo.

E del piccione ne vogliamo parlare? Che tutto sa, tutto vede ma non dice niente?

E del finale, che ci riporta all’inizio, laddove tutto è cominciato, in mezzo alle nuvole, e alla nebbia….Ma quanto pesa un’anima? E vale la pena davvero pesarla?

Perfetto, tutto perfetto. Le schegge di Stefano Benni si confondono appieno coi testi di Alessandro Bindi. Che dire di Francesco Renzoni, dello stesso Alessandro, e di Maurizio Bertocci, bravissimi e senza pecche dall’inizio alla fine, tempi scenici rispettati e movimenti corporei a regola d’arte. Per non parlare delle donne, Martina Saetta, credibile sempre, e Veronica Natali, devo dire più che credibile. Bravissimi i registi, fra cui la stessa Veronica. Ottimo il musicista.

Si è riso laddove si doveva, non in modo sguaiato, scenografia elegante, essenziale e cambi di costume interessanti, per dire che spesso non è il costume che fa l’attore.

Unica pecca, ma davvero grossa: il pubblico. Troppo poco per uno spettacolo del genere. Dove anche il pubblico deve avere anima.

Grazie.

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